OMEOPATIA E GINECOLOGIA

“Tutte le verità passano attraverso tre stadi: 

nel primo sono ridicolizzate
nel secondo sono violentemente osteggiate
nel terzo sono accettate come evidenti di per sé stesse”.
Arthur Schopenauer

Si potrebbe riassumere così il travaglio dell’Omeopatia e della Omotossicologia nel corso del tempo sino ad oggi. L’Omeopatia e l’Omotossicologia sono metodi terapeutici basati sulla cura, attraverso l’utilizzo di principi farmacologici capaci di produrre, nella persona sana, gli stessi sintomi della malattia: questo in base al “principio dei simili”. Vengono cioè utilizzate sostanze opportunatamente trattate (diluite e “dinamizzate”), in grado di stimolare la reazione di difesa dell’organismo nei confronti della malattia, senza produrre effetti collaterali.

Secondo l’Omeopatia e l’Omotossicologia, le malattie sono solo espressione di processi di difesa del nostro corpo, nei confronti di elementi interni o esterni che possono creare squilibrio. Aiutare l’organismo con rimedi naturali, a sostenere e rinforzare le proprie difese per combattere la battaglia verso la guarigione, è il loro fine.
OMEOPATIAI rimedi omeopatici sono in genere ben tollerati, adatti a pazienti di tutte le età e possono essere comunque associati ad altri tipi di terapie, laddove ce ne sia bisogno.
Alcuni definiscono l’Omotossicologia, come l’”Omeopatia del 2000” e ritengono che rappresenti il punto d’incontro tra Allopatia (la medicina convenzionale, che utilizza principi farmacologi o azioni curative contrari a quelli che hanno provocato la malattia e volti a contrastarne i sintomi) ed Omeopatia; l’Omotossicologia infatti cerca di coniugare i metodi di diagnosi moderni (visite, esami di laboratorio e strumentali), con i criteri di valutazione dell’Omeopatia applicando, dove possibile, rimedi omeopatici per la cura del paziente.

Omeopatia ed Omotossicologia, come tutte le medicine complementari, hanno sorte diversa nei diversi paesi. In Italia non vengono riconosciute come terapie validate e da ciò ne deriva il fatto che le spese relative a visite e terapie siano a carico esclusivo dei pazienti, mentre in altri stati della comunità europea sono medicine validate e riconosciute dal sistema Sanitario Nazionale. In questi paesi vengono utilizzate al fianco della medicina Allopatica anche in ospedale ed esistono strutture in cui si utilizza esclusivamente la medicina omeopatica (ad es. Francia, Svizzera e Germania).

La Ginecologia e l’Ostetricia rappresentano oggi una delle aree mediche in cui sempre più spesso viene richiesto un approccio “naturale e biologico”.
L’Omotossicologia applicata al “pianeta donna”, trova infatti impiego in gran parte delle problematiche ostetrico-ginecologiche, come ad esempio:

 

ALTERAZIONE DEL CICLO MESTRUALE
AMENOREE SECONDARIE
OVIAIO MICROPOLICISTICO
VAGINITI/VULVITI
CISTITI
DISTURBI LEGATI AL CICLO MESTRUALE, DOLORE E SPM (sindrome premestruale)
GRAVIDANZA (disturbi della gravidanza, preparazione al parto ecc.)
MENOPAUSA (vampate di calore, insonnia, calo del tono dell’umore)
OSTEOPOROSI

 

Dr.ssa Sara Mantegazza, ginecologa al Cemp

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LA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

thoughts-551263_960_720Una psicoterapia psicoanalitica comincia con incontri conoscitivi di consultazione: si tratta di pochi colloqui di ascolto della domanda e della richiesta di aiuto del paziente, utili a fini diagnostici per il terapeuta e allo stesso tempo per il paziente, il quale potrà familiarizzare con uno stile di lavoro atto ad allargare il campo di indagine alla propria storia personale, oltre che alla pura sintomatologia. Dopo la consultazione, che può esaurirsi e concludersi senza ulteriori sviluppi, ravvisata la necessità e il desiderio di una psicoterapia, vengono concordati con il paziente dei colloqui settimanali della durata di 40/45 minuti.

Sono molte le situazioni di malessere odierno che possono portare ad una consultazione o alla terapia, alcune legate a situazioni specifiche della nostra epoca: ad esempio la fragilità dei legami, la rottura degli stessi, le difficoltà nel rapporto tra genitori e figli e molte altre ancora.
Se da una parte è impossibile elencare la grande varietà di motivi che possano condurre ad un percorso terapeutico, dall’altra vale la pena di sottolineare che in generale si tratta perlopiù di disturbi degli affetti e del pensiero, dove prevale una diffusa incapacità a “sentire”, contrapposta ad un “agire” spesso impulsivo e convulso. Può servire come esempio la dizione generica, ma assai diffusa, di “attacchi di panico”, con la quale molte persone si presentano in consultorio o presso gli studi privati dei professionisti. Solo attraverso la consapevolezza, la storia e il contesto del soggetto però si può decifrare qualcosa che ha bisogno di essere ascoltato con attenzione e non liquidato con un’etichetta sbrigativa che si riferisce a molte situazioni diverse.

Fare una terapia psicoanalitica consente di essere il “soggetto” della propria vita psichica, face-1370958_960_720interrogandosi sulle cose che accadono e conquistando aspetti della vita mentale che sembravano preclusi o insignificanti (ad esempio i sogni).
In conclusione, possiamo affermare che lungo il percorso di una psicoterapia si possono trovare altre costruzioni mentali per interpretare la realtà e nuove risorse che si credevano perdute, che consentono di aprirsi al futuro e alla costruzione di nuovi legami affettivi.

Dott.ssa Elena Di Bella (Psicologa Psicoterapeuta)

Dott.ssa Mirella Curi Novelli (Psicologa Psicoterapeuta)

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PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Su disposizione dell’Aifa, dallo scorso marzo 2016 tutti i farmaci attualmente in commercio per la “contraccezione di emergenza” sono acquistabili in farmacia dalle donne maggiori di 18 anni, senza contraccezione-demergenzaricetta medica. Per le under 18 invece rimane l’obbligo della prescrizione. Le farmacie, nei casi in cui la maggiore età della paziente non sia evidente, possono chiedere l’esibizione di un documento di identità e rifiutarsi di dispensare il farmaco senza ricetta.

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LA MENOPAUSA

menopausa-4La menopausa è l’evento fisiologico che nella donna corrisponde al termine del ciclo mestruale e dell’età fertile, con riduzione della produzione di estrogeni (ormoni femminili principali), da parte delle ovaie.

Il cambiamento è inevitabile
Prima o poi ogni donna attraversa questa fase naturale di cambiamento. Chi prima, chi dopo. Il numero di ovuli, infatti, è già prestabilito fin dalla nascita. Solitamente le ovaie iniziano a ridurre la produzione di ormoni femminili verso i 45-55 anni, così il livello di estrogeno diminuisce.

Il ciclo mestruale impazzisce: la premenopausa
La menopausa non arriva in modo brusco, anzi si presenta in un arco di tempo di solito compreso tra i 5 e i 10 anni. Questo periodo è detto premenopausa, ovvero tutto il tempo che precede l’ultima mestruazione
La premenopausa è una fase di instabilità del ciclo mestruale, dovuta alla irregolare funzionalità ovarica e precede di anni la scomparsa definitiva di tale funzionalità.
In questa fase le mestruazioni possono bloccarsi per mesi, per poi arrivare di nuovo all’improvviso, talvolta così intense da condizionare la voglia di uscire di casa.

La menopausa, come detto, indica la fine della possibilità riproduttiva e può provocare una serie di mutamenti nella donna; questi possono coinvolgere molteplici aspetti: metabolici, trofici delle mucose, sessuali e psicologici, con una serie di manifestazioni (sintomi), che variano a seconda della persona e possono essere più o meno marcati.
I principali cambiamenti nei livelli ormonali infatti si manifestano in misura differente, sia sotto il profilo fisico che sotto quello emotivo. Non tutti però sono collegabili alla menopausa come evento in sé, in quanto spesso influiscono altri fattori, come la modificazione della propria immagine e tutti quei cambiamenti che in genere si verificano nella vita della donna a quest’età.
Il termine menopausa deriva dal greco “μήν” (gen. μηνός) mese (mestruazione) e “παὒσις” pausa.
Questo passaggio avviene a metà del percorso della vita di una donna, visto anche l’allungamento dell’aspettativa di vita.
Molte problematiche attribuite alla menopausa sono collegate al desiderio/obbligo di “restare sempre giovani”.
Nell’antichità la “vecchia del villaggio” era interpellata come un oracolo, perché portatrice di conoscenza. Tutt’oggi, in alcune culture, non esistono le parole “menopausa” o “vampate di calore”. Ai giorni nostri, invece, spesso le donne sembrano vivere questa fase di cambiamento naturale come una terribile malattia.

Le manifestazioni più comuni della menopausa, sono suddivisibili in precoci e tardive:

MANIFESTAZIONI PRECOCI
Vampate di calore/sudorazioni notturne e diurne

Consistono in un’improvvisa sensazione di calore che parte dal plesso solare (CHAKRA), sotto lo sterno e si estende verso l’alto, dal torace alla cute del viso e del collo, di solito accompagnata da sudorazione e arrossamento del volto. In alcuni casi seguita da sensazione di freddo. Le vampate, che si verificano anche di notte, comportano spesso insonnia e irritabilità, ma per quanto fastidiose non rappresentano alcun serio pericolo per la donna.

menopausaDepressione, disturbi del sonno, sbalzi di umore, ansia, irritabilità, impossibilità a riconoscere se stesse come persone di prima.

Affaticamento, difficoltà di concentrazione e deficit di memoria.

Aumento del girovita, diminuzione della massa muscolare e aumento della massa grassa.

Calo del desiderio e del piacere sessuale, cambiamento nelle modalità di eccitazione erotica.

La risposta sessuale dipende da stimoli diversi che arrivano dal cervello e gli ormoni sono solo uno dei numerosi fattori che contribuiscono alla normale funzione sessuale della donna. La scarsa soddisfazione sessuale femminile è associata soprattutto alla mancanza di autostima, a disagi emotivi o con il proprio corpo, a relazioni interpersonali insoddisfacenti. Tutte difficoltà che la menopausa può far emergere o acutizzare. Ma questo non significa che il calo della libido e in definitiva la fine della soddisfazione sessuale sia inevitabile, né che debba succedere in tutti i casi. Per evitarlo, dobbiamo soprattutto cambiare approccio e familiarizzare con il cambio della propria immagine corporea. Di fondamentale importanza è che vi sia una buona intesa con il proprio partner.

Secchezza vaginale

La secchezza vaginale è piuttosto comune e può portare alla dispareunia, cioè a rapporti dolorosi o ai vaginismi, veri e propri spasmi vaginali involontari che impediscono la penetrazione.

Dolori migranti osteoarticolari.

Sono presenti in una bassa percentuale di donne, ma spesso vengono confusi con dolori di tipo artrosico. Possono interessare diversi distretti osteoarticolari e per questo vengono chiamati migranti. Spesso vengono sottovalutati dalle pazienti o vengono attribuiti all’artrosi, che per’altro è anch’essa presente.

MANIFESTAZIONI TARDIVE
Disturbi dell’apparato urinario

La riduzione della produzione degli estrogeni lentamente porta ad una atrofia delle mucose vulvo-vaginali. Inoltre talvolta, per sequele dei parti, possono essere presenti prolassi di varia entità. Queste due situazioni possono associarsi in diversi modi e dare origine a diverse sintomatologie urologiche, (come cistiti ricorrenti), che andranno meglio indagate dal ginecologo o dall’urologo.

Manifestazioni cardiologiche

diagram_of_the_human_heart_cropped-itEscludendo le problematiche genetiche, in menopausa si modifica il rapporto tra colesterolo HDL(buono) e LDL(cattivo), purtroppo a vantaggio di quest’ultimo.
Il rischio delle malattie cardiovascolari è legato a una protezione che viene a mancare: gli estrogeni, infatti, durante la vita fertile proteggono la donna dal rischio di soffrire di queste malattie. Con la carenza di estrogeni che si verifica in menopausa, non c’è più la protezione legata al valore alto del colesterolo HDL, perciò aumenta il rischio di ammalarsi di infarto, di ictus e di disturbi legati alla cattiva circolazione negli arti inferiori.

Osteoporosi
Il calo ormonale influisce negativamente anche sulla quantità di calcio che si fissa nelle ossa. Il calcio infatti riducendosi, crea uno squilibrio nella massa dell’osso stesso, che perde così la sua compattezza: si possono di conseguenza verificare deformazioni delle strutture ossee e fratture. Le ossa, nel corso della vita, si rinnovano continuamente. L’organismo deposita nuovo tessuto osseo e rimuove quello vecchio. Durante l’infanzia la quantità di osso nuovo che si forma è maggiore rispetto a quella di osso vecchio che viene distrutto. Il tessuto osseo ha un picco di densità e forza intorno ai trent’anni. In seguito, l’organismo inizia a rimuovere più tessuto vecchio di quanto ne produca di nuovo.

Le principali cause dell’osteoporosi sono:
1. Il paziente non ha abbastanza massa ossea forte prima dei trent’anni, quando inizia il processo di degrado (OSTEOPENIA).

2. Il processo di degrado dopo i trent’anni è troppo veloce. Questo può accadere per familiarità, per
scarso esercizio fisico e per cattiva alimentazione.6

Per contrastare l’osteoporosi è inoltre utile praticare attività fisica moderata. Ogni giorno fare esercizi di rilassamento, piccole passeggiate in mezzo alla natura e al contempo acquisire una consapevolezza alimentare fondata su sane abitudini.

I problemi veri all’inizio non danno disturbi. L’importanza della prevenzione
Proprio per questi due problemi “nascosti”, anche in assenza di disturbi veri e propri, è comunque importante dopo i cinquant’anni di età andare dallo specialista e pianificare insieme a lui i controlli necessari a prevenire queste malattie.
Salvo diversa prescrizione dello specialista, gli esami consigliati in menopausa sono:

– Esami del sangue con il controllo del livello del colesterolo, della glicemia, dei trigliceridi nel sangue e fattori di coagulazione;
– misurazione della pressione arteriosa;
– controllo del peso corporeo;
– mammografia ogni anno, dai 50 anni in poi (dai 40 anni la si esegue ogni 2 anni, salvo indicazione diversa per rischio particolare);
– ecografia mammaria annuale;
– pap test e visita ginecologica con ecografia pelvica transvaginale, in base alle prescrizioni del ginecologo;
– esame per valutare la densità ossea (detto, mineralometria) ogni 2 anni, con prescrizione medica;
– controllo dei nei cutanei;
– almeno una colonscopia nella vita;
– visita cardiologica regolare.

Terapia ormonale sostitutiva in menopausa PILLOLA
È la somministrazione di alcuni ormoni, in dosaggi variabili, per controbilanciare la diminuzione dei loro livelli in menopausa.
E’ il medico a valutare, caso per caso, quando si renda necessaria tale integrazione.

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